Notizie di cronaca nelle Marche
Sabato, 05 Marzo 2016 11:35

Fiastra e Acquacanina verso la fusione

 

Fusione tra comuni. La Regione Marche sta cercando di agevolare questi processi di aggregazione e, orientati verso la fusione sono anche il Comune di Fiastra e di Acquacanina che hanno indetto un consiglio congiunto proprio per discutere di fusione tra le due realtà della montagna. Ad esprimere parere favorevole verso il processo di aggregazione è il sindaco di Acquacanina, il comune più piccolo del territorio provinciale. “Certamente orientati verso la fusione con Fiastra- dichiara il primo cittadino- vuoi perché non si sa che fine ci farebbero fare,altrimenti, vuoi perché godremmo del vantaggio di ottime incentivazioni, vuoi perché comunque crediamo più che mai l'unione fa la forza. Sia Acquacanina che Fiastra godono di un bilancio sanissimo eppure poverissimo: se guardiamo ad esempio ad eventuali possibilità di poter attingere a bandi regionali o comunitari , o ancora bandi del Gal che sempre più vanno verso l’ operatività del cofinanziamento è ovvio che se Acquacanina vincesse un bando, cofinanziato al 70% di €100000, non avrebbe i 30.000 euro per poter comunque fare il lavoro. Uniti a Fiastra invece può aprirsi un panorama un po’ diverso” Va detto che Acquacanina da sola ha circa 130 abitanti e, insieme a Fiastra raggiungerebbe una popolazione di circa 700 cittadini “ Abbiamo cercato di coinvolgere nell’operazione anche il comune di Bolognola- conclude Ricottini- ma per ora senza risultato”.

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Malore fatale per una donna di 77 anni di Camerino. Luciana Rossi si era recata a San Severino Marche in uno studio dentistico per una normale visita di controllo. Un malore improvviso l’ha colta mentre si trovava nella sala d’attesa dell’ambulatorio, in seguito al quale la settantasettenne ha perso i sensi. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarla da parte degli operatori del 118 tempestivamente giunti sul posto dopo l’allarme. Luciana Rossi, vedova Gallareto Alearno, viveva a Camerino e lascia nel dolore il fratello Bruno e la sorella Mirella.

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Si terrà  questo sabato 5 marzo, alle ore 12.00 presso il Comune di Camporotondo di Fiastrone, l’incontro  convocato per presentare il progetto di fusione tra i Comuni di Tolentino e Camporotondo di Fiastrone. La volontà di fondersi è stata manifestata dai due sindaci Pezzanesi e Tondi e subito sono esplose polemiche e interrogativi. Il primo allarme era stato lanciato in sede di Unione, stante gli accordi già in essere con gli altri enti di quello che sarà, almeno sembra, l'ex territorio dei 5 comuni.

Critico anche il consigliere di minoranza del comune di Tolentino Marco Romagnoli, tra l'altro ex assessore provinciale, che in una nota precisa la sua posizione e attacca il primo cittadino Pezzanesi.

“Non sono pregiudizialmente contrario a fusioni tra Comuni - così Romagnoli - Ci possono essere vantaggi per i Comuni stessi. Oltretutto Camporotondo e Tolentino sono legati sono diversi aspetti. Credo, però, che ancora una volta il sindaco Pezzanesi dimostri di non essere all’altezza del compito a cui i cittadini lo hanno chiamato. Tratta il Comune come se fosse cosa sua. Quando ho lanciato l’allarme sulla vendita delle piazze qualcuno mi ha preso da matto ma poi si è dovuto ricredere, tanto per fare un esempio. Non si può convocare un consiglio comunale per indire un referendum nella tarda serata del 3 marzo per deliberare solo sette giorni dopo (il 10 marzo ndr). Dov’è il dibattito politico? Lo vogliamo ridurre in quel siparietto rappresentato dal consiglio comunale in cui lui dirige e la sua orchestra suona?

Non era opportuno convocare una riunione, anche informale, prima tra i consiglieri di Tolentino e quelli di Camporotondo? Non era bene prima di decidere se fare o meno il referendum conoscere noi tutto su Camporotondo e loro su Tolentino? Parlo di dati economici, sociali, di imposte, di funzioni da delegare, ecc… Sono francamente esterrefatto da questo modo di guidare un’istituzione come il Comune. Questo modo verticistico e dittatoriale è inaccettabile. I cittadini di Tolentino e Camporotondo si troveranno a dover decidere o meno la fusione senza che i rispettivi primi cittadini abbiano avviato tra le loro comunità il benché minimo dibattito. E non mi si venga a dire che si sarà il consiglio tra sette giorni per poter snocciolare tutte queste problematiche. L’unica cosa seria che è rimasta dentro quell’aula è il crocefisso”.

 

Marco Romagnoli

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Ancora una grana politica per i lavori della "Quadrilatero". Intervento a tutto campo in una nota, la portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati On. Patrizia Terzoni.

“E’ durata il tempo di un trimestre la tregua delle nefandezze relative all’arteria viaria “Quadrilatero”. Questa grande opera, nata diversi anni fa sotto una cattiva stella, si sta trasformando nella saga degli orrori. Tra sprechi di denaro pubblico, varianti delle varianti, gallerie con arcate non a norma, rifiuti edilizi scaricati in aree protette, in questi anni le abbiamo viste di tutte.

Ora la mano distruttiva dei lavori ha colpito nel versante fabrianese il fiume Giano, già martoriato dagli scarichi industriali per quasi mezzo secolo.

Quanto rilevato dal Corpo Forestale in località Cancelli di Fabriano è di una gravità assoluta: acque di lavorazione scaricate in un torrente appenninico come se nulla fosse. Non si sa da quanto tempo, e non si sa quanto nocive: l’unica certezza è l’acqua del fiume resa bianca da liquidi che invece di finire in depurazione venivano riversati direttamente nel rigagnolo. Abbiamo piena fiducia nella magistratura: chi è responsabile siamo sicuri che pagherà.

L’accaduto però non può passare in cavalleria, e già in settimana presenterò un’interrogazione parlamentare sul caso. Vogliamo chiarezza sugli eventuali danni provocati al torrente e alla sua fauna, e sulle misure da mettere in atto perché certi abomini non si ripetano.

Questi episodi succedono laddove non ci sono i controlli, e nelle poche occasioni in cui vengono effettuati quasi sempre il controllore lavora al soldo del controllato. Siamo stanchi: prima che la Quadrilatero si trasformi in un incubo definitivo, chiediamo garanzie che qualcuno si degni di vegliare su questi lavori in maniera seria”.

 

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Il Corpo Forestale dello Stato di Fabriano ha provveduto al sequestro di un manufatto di accumulo di acque provenienti dalle attività di scavo del cantiere dell’Asse viario Umbria - Marche del Progetto Quadrilatero, in località Cancelli di Fabriano. Le acque di lavorazione confluivano in un bacino di decantazione artificiale, dal quale invece di essere convogliate nell’impianto di depurazione, traboccavano e si riversavano nel torrente Giano, di importante rilievo ambientale, rendendolo completamente bianco. Per verificare le caratteristiche fisico – chimiche delle acque sversate, è stata inoltre richiesta la collaborazione dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale di Ancona, che provvederà ad effettuare le analisi delle acque campionate.

I forestali hanno comunque consentito l’uso dell’impianto sequestrato alla ditta, per non bloccare il lavori, intimando comunque alla stessa di procedere secondo quanto previsto dalle prescrizioni tecniche di progetto, al fine di evitare gravi danni all’ambiente.

Le indagini hanno portato alla denuncia di cinque persone, tra cui il direttore dei lavori e il responsabile del cantiere, in concorso con altre tre figure dirigenziali della Ditta esecutrice, per i reati di danneggiamento aggravato di acque pubbliche, deturpamento di bellezze naturali, immissione di rifiuti liquidi in acque pubbliche, getto pericoloso di cose, alterazione dello stato dei luoghi in zone tutelate da vincolo paesaggistico, reati che prevedono pene fino a tre anni di reclusione.

prelievo acque inquinate

 

inquinamento Giano

 

inquinamento Giano 1

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Lo scorso 22 febbraio si è svolto, a Castelraimondo, un incontro tra gli amministratori delle aree montane dell'Alta Valle del Potenza, dell’Esino e del Chienti.

La riunione è servita a fare il punto della situazione sul tema sanità, anche a seguito della recente assemblea dei Sindaci dell'Area Vasta 3, durante la quale si è dato il via libera alla definizione di un'ipotesi di collocazione e realizzazione di un ospedale unico da parte dell'Asur.

Gli amministratori presenti all'incontro hanno espresso unanimemente la volontà di cercare di fare chiarezza sugli effetti che la riforma sanitaria regionale avrà su tutta la sanità dell'entroterra. A tutt'oggi, infatti, non è ancora chiaro il destino delle strutture ospedaliere e, conseguentemente, del personale clinico e di concerto dell'intera popolazione, anche e soprattutto relativamente ai servizi di urgenza ed emergenza e delle guardie mediche. Una realtà che desta inevitabilmente forte preoccupazione e incertezza per il futuro di un intero territorio, che rischia di vedersi spogliato ed estirpato dei diritti fondamentali legati alla salute e alla vita.

Per questo, i Sindaci dei Comuni di Acquacanina, Bolognola, Camerino, Castelraimondo, Castelsantangelo sul Nera, Esanatoglia, Fiastra, Fiordimonte, Fiuminata, Gagliole, Matelica, Montecavallo, Pievebovigliana, Pieve Torina, Pioraco, San Severino Marche, Sefro, Serravalle di Chienti, Ussita e Visso, nell'ottica condivisa di unione e compattezza, hanno richiesto al Dott. Romano Carancini, Sindaco di Macerata e Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Area Vasta n. 3, la convocazione urgente di tale Conferenza, ritenendo altresì indispensabile la partecipazione alla stessa del Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, al fine di conoscere con chiarezza la situazione ed il futuro dei servizi sanitari ai cittadini dell'area montana rappresentata. Un appuntamento che non si può più rimandare.

ComunicaMonti s.r.l.

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Giovedì, 03 Marzo 2016 18:26

SCONTRO AD APPIGNANO- DUE FERITI LIEVI

Un incidente, fortunatamente senza gravi conseguenze per i protagonisti, si è

verificato dopo le 14,00 nella zona industriale di Appignano (MC). Due i veicoli

coinvolti, una Lancia Y10 ed una Fiat Punto, le persone che si trovavano al volante

dei due mezzi hanno dovuto far ricorso ai sanitari del 118;Le loro condizioni non

destano comunque preoccupazione. I rilievi sono al vaglio della Polizia Stradale.

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Giovedì, 03 Marzo 2016 12:45

Le fusioni ora "dividono"

Fusioni dei piccoli comuni panacea di tutti i mali? L'interrogativo resta sospeso e continua a dividere favorevoli e contrari, due frange opposte quasi si trattasse di tifoserie calcistiche. Da un lato i sostenitori delle fusioni parlano di maggiori risparmi e servizi più efficenti per la popolazione, dall'altro quanti sono contrari mettono in guardia dai possibili rischi cui si andrebbe incontro in termini di costi e di minori possibilità di controllo. Qualche segnale negativo arriva dal comune di Trecastelli, primo esempio di fusione nelle Marche, dove i consiglieri Nicola Peverelli e Giuseppina Fattori lamentano diverse defezioni alle riunioni di Giunta, massimo organo politico-amministrativo del comune, "che denotano scarso interesse per i problemi della comunità e mancanza di rispetto per i cittadini che pagano i tributi locali aspettandosi il meglio da un’amministrazione sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo". Potrebbe, però, trattarsi di un problema indipendente dalla suddetta fusione, frutto magari di un costume degli amministratori di "anteporre la propria attività lavorativa privata all'interesse pubblico", come denunciano i due consiglieri. Entusiasti al progetto, invece, sindaci e amministratori, ultimi in ordine di tempo i consigli comunali di Fiordimonte e Pievebovigliana, che hanno deciso di unire le forze e dare vita ad un nuovo ente. Voci contrarie, tuttavia, arrivano dai rappresentanti delle Unioni Montane, che fanno leva sull'associazionismo dei servizi piuttosto che sulla creazione di nuovi comuni in sostituzione di quelli, sia pure piccoli, esistenti. Non sempre la fusione resiste nel tempo, soprattutto in un paese, come l'Italia, storicamente caratterizzato dal "campanile". A metà degli anni '90 ci furono tentativi anche nel calcio con la nascita di nuove società frutto dell'unione di realtà più piccole, come nel caso dell'Azzurra 94 sorta dalla fusione di Castelraimondo, Pioraco, Fiuminata. Fu poco più che una meteora. La nuova società, dopo essere arrivata in Promozione, pochi anni si sciolse come neve al sole e ricomparvero le società "originiarie", tuttora protagoniste nei tornei di prima e di seconda categoria. In tutti i casi l'ultima parola spetta ai cittadini attraverso il referendum che, secondo quanto approvato dal Consiglio Regionale delle Marche, potrà essere indetto qualora ne faccia richiesta il 10% dei cittadini e sarà valido indipendentemente dal raggiungimento del quorum del 50% più 1 dei votanti. Insomma, le opinioni al riguardo sono diverse e spesso contrastanti. Allora bisogna ritornare all'interrogativo iniziale: le fusioni sono davvero la panacea di tutti i mali?

Sulla fusione dei comuni si parla diffusamente nel numero 9 del settimanale L'Appennino camerte in edicola venerdì 4 marzo e on line dal pomeriggio di giovedì 3 http://www.radioc1inblu.it/appennino-camerte

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Agenti del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione di Genga hanno sequestrato una discarica di 2000 metri quadrati, con rifiuti pericolosi, in località Sant’Elena nel comune di Serra San Quirico. Tra i rifiuti rinvenuti accatastati sull’argine del fiume Sentino era presente amianto, un autoveicolo abbandonato, macchinari agricoli, rifiuti ferrosi, plastica, scarti lavorazione del legno ed olio motore percolato sul terreno.

Individuato il principale responsabile che dovrà rispondere ora di deturpamento di bellezze naturali, discarica abusiva, getto pericoloso di cose, alterazione dello stato dei luoghi in zone tutelate da vincolo paesaggistico, con pene previste fino a due anni di arresto.

Il luogo della discarica è stato subito posto sotto sequestro.

 

autoveicolo ed altro materiale

 

amianto

 

sequestro dellarea 1

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Servizi straordinari di controllo del territorio hanno visti impegnati i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Jesi anche con l'ausilio di unità cinofile.

A Porta Valle i militari hanno sottoposto a controllo circa 400 studenti che viaggiavano a bordo di autobus. Su uno di questi i cani hanno fiutato sotto l’ultimo sedile, sul quale erano seduti 6 ragazzi, un involucro contenente circa 10 grammi di marijuana, già suddivisa in dosi.

Determinante è stato l’ausilio dei cani antidroga che in altre tre occasioni, durante altrettante perquisizioni personali e veicolari, hanno fiutato e consentito di rinvenire 2 grammi di cocaina e 3 di marijuana detenuti da un falconarese, nonchè altra cocaina detenuta da due jesini di 22 anni. Entrambi sono stati denunciati.

Continuano, invece, le indagini sull’involucro contenente la marijuana rinvenuta a bordo dell’autobus, nel tentativo di dare un nome al suo detentore: saranno effettuati particolari rilievi per verificare l’eventuale esistenza di impronte digitali utili per la sua l’identificazione.

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